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Questa è la traduzione di una pagina scritta originariamente in lingua inglese.

L'Enciclopedia Universale Libera e le risorse per l'apprendimento

Annuncio del Progetto

di Richard Stallman

Il World Wide Web ha le potenzialità per svilupparsi in un'enciclopedia universale che copra tutti i campi della conoscenza e in una biblioteca completa di corsi per la formazione. Questo risultato si potrebbe ottenere senza particolare sforzo, se non ci fossero interferenze. Ma le corporazioni si stanno già mobilitando per orientare il futuro verso una strada diversa, un futuro in cui possano controllare e limitare l'accesso ai materiali per l'apprendimento, per spillare denaro a chi vuole imparare.

Per essere sicuri che il web si sviluppi per ottenere il risultato migliore e più naturale, cioè che diventi un'enciclopedia libera, dobbiamo fare uno sforzo consapevole per evitare il sequestro deliberato delle informazioni enciclopediche e formative sulla rete. Non possiamo evitare che gli affari limitino le informazioni disponibili; quello che possiamo fare è fornire un'alternativa. Dobbiamo lanciare un movimento che sviluppi un'enciclopedia universale libera, simile al movimento del Software Libero che ci ha dato il sistema operativo operativo libero GNU/Linux. L'enciclopedia libera fornirà un'alternativa a quelle coperte da restrizioni prodotte dalle corporazioni dei media.

Il resto di questo articolo vuole delineare ciò che l'enciclopedia libera deve fare, quali tipi di libertà deve offrire al pubblico e come possiamo iniziare a svilupparla.

Un'enciclopedia decentralizzata.

In passato, le enciclopedie sono state scritte sotto la direzione di una singola organizzazione, che prendeva tutte le decisioni riguardo al contenuto, e sono state pubblicate in modo accentrato. Non avrebbe senso sviluppare e pubblicare l'enciclopedia libera nello stesso modo: non sarebbe appropriato alla natura del Web e alle risorse disponibili per scrivere questa enciclopedia.

L'enciclopedia libera non verrà pubblicata in un unico luogo. Consisterà di tutte le pagine web che riguardino argomenti adatti e che siano state rese adeguatamente disponibili. Queste pagine saranno sviluppate in modo decentralizzato da migliaia di contributori che scriveranno articoli in modo indipendente e li posteranno nei vari server web. Non ne sarà responsabile nessuna organizzazione perché una tale centralizzazione sarebbe incompatibile con uno sviluppo decentralizzato.

Chi scriverà l'enciclopedia?

In linea di principio, chiunque potrà scrivere articoli per l'enciclopedia. Ma dal momento che ci rivolgiamo alla gente per avere aiuto, il luogo più promettente per cercarlo è tra gli insegnanti e gli studenti. Agli insegnanti in genere piace insegnare, e scrivere un articolo all'anno per l'enciclopedia sarebbe un piacevole cambiamento rispetto alle attività in classe. Per gli studenti, un importante elaborato scolastico potrebbe diventare un articolo per l'enciclopedia, se particolarmente ben fatto.

A piccoli passi raggiungere lo scopo.

Quando un progetto è entusiasmante, è facile pensare ad un grande contributo che si vorrebbe dare, fare il passo più lungo della gamba, e alla fine rinunciare senza aver prodotto niente.

Perciò è importante accogliere ed incoraggiare anche i contributi minori. Scrivere un libro di testo come materiale di un intero semestre è un lavoro impegnativo e solo una piccola parte degli insegnanti contribuirebbe in quella misura. Ma scrivere su un argomento che si limiti ad una lezione per una classe è un contributo alla portata di molti. Un certo numero di piccoli contributi di questo tipo può coprire l'intera gamma della conoscenza.

Essere lungimiranti.

L'enciclopedia è un lavoro impegnativo e non sarà finita in un anno. Ma anche se ci volessero vent'anni per completare l'enciclopedia libera, si tratterà soltanto di un istante nella storia della letteratura e della civiltà.

In progetti di questo tipo, all'inizio si procede lentamente per alcuni anni; poi si accelera man mano che il lavoro fatto spinge sempre più persone ad aggregarsi. Successivamente lo sviluppo è esponenziale. Perciò non dovremmo scoraggiarci se nei primi anni saremo ancora lontani dalla conclusione. Sarebbe più significativo prima di tutto illustrare ciò che può essere fatto, e diffondere l'interesse per l'obiettivo a lungo termine, in modo da invogliare altri a partecipare al progetto.

Questo significa che il lavoro dei pionieri nei primi anni deve essere fatto soprattutto con determinazione. Dobbiamo stare attenti a non accontentarci di un obiettivo meno utile e meno idealistico solo a causa della magnitudine del compito. Invece di misurare i nostri primi passi sulla base dell'intero lavoro, dovremmo considerarli esempi che incoraggeranno un numero crescente di contributori a partecipare e portare a termine l'opera.

Evangelizzare.

Poiché speriamo che insegnanti e studenti di molte scuole nel mondo si uniscano a noi per scrivere contributi per l'enciclopedia libera, non lasciamolo al caso. Ci sono già esempi sparsi di ciò che si può fare. Presentiamo sistematicamente questi esempi alla comunità accademica, presentiamo il concetto dell'enciclopedia universale libera e invitiamo altri ad unirsi a noi per scriverla.

Cosa dovrebbe contenere l'enciclopedia libera?

L'enciclopedia libera dovrebbe alla fine mirare ad includere uno o più articoli per ogni argomento che ci si aspetterebbe di trovare in un'altra enciclopedia. Inoltre dal momento che non c'è praticamente nessun limite alla quantità di materiale enciclopedico che può esserci sul web, questa enciclopedia dovrebbe alla fine coprire anche gli argomenti più avanzati e specialistici che ci si potrebbe aspettare di trovare in enciclopedie specialistiche, come per esempio l' “Enciclopedia della Fisica”, l' “Enciclopedia della Medicina”, l' “Enciclopedia del Giardinaggio”, o l' “Enciclopedia della Cucina”. Si può perfino andare oltre: per esempio, chi fa bird watching potrebbe alla fine contribuire con un articolo su ogni specie di uccello, con fotografie e registrazioni dei suoi richiami.

Tuttavia, solo alcuni tipi di informazioni possono far parte di un'enciclopedia. Per esempio, relazioni accademiche, dettagliati database statistici, servizi giornalistici, narrativa e arte, vaste bibliografie e cataloghi di prodotti, pur essendo utili, sono fuori dalla portata di un'enciclopedia. (Alcuni degli articoli potrebbero contenere utili link a tali opere.)

I corsi presenti nelle risorse di apprendimento sono una generalizzazione ipertestuale dei libri di testo utilizzati per insegnare una disciplina a se stessi o alla classe. Le risorse di apprendimento dovrebbero alla fine includere corsi per tutte le discipline accademiche, dalla matematica alla storia dell'arte, e anche materie pratiche come il giardinaggio nei limiti ragionevoli. (Alcune materie pratiche, come per esempio fare massaggi o suonare in complessi strumentali, non si possono studiare da un “libro“ senza insegnanti in carne ed ossa: probabilmente sarebbe di scarsa utilità includerle.) L'enciclopedia dovrebbe coprire queste discipline a tutti i livelli utili, che potrebbero in alcuni casi andare dalla prima classe a corsi di perfezionamento.

Un articolo per l'enciclopedia, per essere utile, dovrà affrontare un argomento specifico ad uno specifico livello e ciascun autore dovrà contribuire principalmente focalizzando la sua attenzione su un'area che lui o lei conosce molto bene. Ma dobbiamo tenere ben presente, mentre lo scriviamo, il concetto di un'enciclopedia libera che abbia finalità universale, in modo da poter contrastare fermamente ogni tentativo di porre limiti artificiali sia alle finalità che allo status libero dell'enciclopedia.

Criteri che le pagine devono soddisfare.

Per assicurare che questa enciclopedia sia davvero un'enciclopedia universale e libera dobbiamo stabilire criteri di libertà che i suoi articoli e corsi dovranno soddisfare.

Le enciclopedie convenzionali non libere pubblicate da società come Microsoft saranno sicuramente messe a disposizione sul web, prima o poi; ma probabilmente si dovrà pagare per leggere un articolo e sicuramente sarà vietato ridistribuirli. Se ci accontentiamo della conoscenza come merce, accessibile soltanto tramite una burocrazia computerizzata, possiamo semplicemente lasciare che siano le società a fornirla.

Ma se vogliamo che la conoscenza umana continui ad essere aperta e liberamente disponibile all'umanità, dobbiamo fare sì che sia disponibile in questo modo. Dobbiamo scrivere un'enciclopedia libera, perciò dobbiamo prima di tutto definire la più appropriata interpretazione di “libero” per un'enciclopedia su Internet. Dobbiamo decidere quali criteri di libertà devono soddisfare un'enciclopedia libera e le risorse di apprendimento libere.

Permettere l'accesso universale.

L'enciclopedia libera dovrebbe avere accesso pubblico, essere aperta cioè a chiunque possa accedere al web. Coloro che cercano di avere il controllo sui materiali educativi, in modo da poterne trarre vantaggio limitandone l'accesso, ci spingeranno a “giungere ad un compromesso”, acconsentire ad una restrizione dell'accesso in cambio della loro partecipazione. Dobbiamo rimanere fermi e rifiutare ogni trattativa che non sia coerente con il fine ultimo. Non abbiamo fretta, e non ha senso arrivare al posto sbagliato qualche anno prima.

Permettere la copia integrale dei siti (mirroring).

Quando l'informazione si trova sul web in un solo sito, la sua disponibilità è vulnerabile. Un problema locale —un blocco del computer, un terremoto o un'alluvione, un taglio ai fondi, un cambiamento nella politica dell'amministrazione scolastica— potrebbero tagliare definitivamente l'accesso a tutti. Per proteggerci nei confronti di una perdita del materiale dell'enciclopedia, dovremmo assicurarci che ogni parte di essa sia raggiungibile da molti siti su Internet e che si possano ripristinarne le copie in caso di sparizione di alcune.

Per far ciò non c'è bisogno di fondare un'organizzazione o un apparato burocratico, perché agli utenti di Internet piace avviare “siti mirror” con i duplicati di pagine web interessanti. Ciò che dobbiamo fare in anticipo è assicurarci che questo sia legalmente permesso.

Perciò, ciascun articolo dell'enciclopedia e ciascun corso dovrebbero esplicitamente garantire a chiunque il permesso irrevocabile di fare copie letterali da rendere disponibili sui mirror. Questo permesso dovrebbe essere uno dei principi di base riconosciuti dell'enciclopedia libera.

Forse un giorno ci saranno sforzi sistematici per assicurare che ogni articolo e ogni corso sia replicato in molte copie —forse almeno una per ciascun continente abitato. Questo sarà un'estensione naturale della missione di archiviazione che le biblioteche intraprendono oggi. Ma sarebbe prematuro predisporre fin d'ora piani formali. Per il momento è sufficiente assicurare che esista il permesso di fare il mirroring quando si vorrà.

Permettere la traduzione in altre lingue.

Chiunque potrà utilizzare nella propria lingua i materiali dell'enciclopedia su ogni argomento. Ma la lingua primaria di Internet, così come del commercio e della scienza, oggi, è l'inglese. Molto probabilmente i contributi all'enciclopedia in inglese saranno gestiti prima che in altre lingue e l'enciclopedia sarà completata prima in inglese.

Cercare di combattere questa tendenza sarebbe controproducente. Il modo più facile per rendere l'enciclopedia disponibile in tutte le lingue è quello di incoraggiare a tradurre ciò che qualcun altro ha scritto. In questo modo, ogni articolo può essere tradotto in molte lingue.

Ma se questo dovesse richiedere permessi espliciti, sarebbe troppo difficile. Perciò deve essere adottata una regola fondamentale. Cioè, che chiunque possa pubblicare una traduzione accurata di qualsiasi articolo o corso, purché accompagnata dalle relative attribuzioni. Ogni articolo e ogni corso dovrebbero inoltre dichiarare il permesso alla traduzione.

Per assicurare l'accuratezza della traduzione, l'autore dell'originale dovrebbe riservarsi il diritto di pretendere le correzioni alla sua traduzione. Un traduttore dovrebbe dare all'autore dell'originale un periodo di tempo ragionevole per farlo, diciamo tre mesi, prima di pubblicare la traduzione. In seguito, il traduttore dovrebbe continuare a fare le correzioni a richiesta dell'autore, ogni qual volta questi le richieda.

Nel tempo, man mano che aumenterà il numero di persone coinvolte nelle attività dell'enciclopedia, i contributori potrebbero formare delle Translation Accuracy Societies (Società per l'Accuratezza delle Traduzioni) per le diverse lingue, che si occuperebbero di assicurare l'accuratezza delle traduzioni in quelle lingue. Un autore potrebbe allora affidare ad una TAS l'incarico di controllare e correggere una determinata traduzione di una determinata opera. Potrebbe essere saggio tenere le TAS separate dagli effettivi traduttori, cosicché ogni traduzione possa essere controllata da altri che non ne siano i traduttori.

Permettere citazioni con attribuzione.

Ogni articolo o corso dell'enciclopedia dovrebbe permettere a chiunque di citare porzioni arbitrarie di un altro articolo o corso dell'enciclopedia, a condizione che venga fatta la corretta attribuzione. Questo renderebbe possibile costruire su lavoro già fatto da altri, senza bisogno di sostituirlo completamente.

Diversi autori potrebbero, se interessati, stabilire regole proprie per una corretta attribuzione: questo va bene. A meno che le regole stabilite per un particolare lavoro siano irragionevoli o inattuabili, non causeranno problemi.

Permettere versioni modificate dei corsi.

I corsi devono evolversi, e gli autori originali non continueranno a lavorarci in eterno. E gli insegnanti potrebbero voler adattare i materiali di un corso ai loro programmi curricolari e metodi di insegnamento. Dal momento che i corsi sarebbero tipicamente lunghi (come un libro di testo oggi), sarebbe un'inaccettabile perdita di tempo dire agli insegnanti “Scrivetevelo di sana pianta, se volete cambiarlo”.

Pertanto modificare un corso già esistente deve essere permesso; ogni corso dovrebbe dare il permesso di pubblicarne una versione modificata.

E' sensato richiedere che le versioni modificate contengano la corretta attribuzione che dia riconoscimento pubblico agli autori della versione precedente e che indichino chiaramente che si tratta di versioni modificate, in modo che non ci siano dubbi su quali siano i punti di vista presentati.

La GNU Free Documentation License sarebbe una buona licenza da usare per i corsi.

Permettere versioni modificate di immagini e video, per i corsi.

Immagini e video, sia disegnati che fotografici, giocheranno un ruolo importante in molti corsi. Modificare queste immagini e video sarà utile dal punto di vista pedagogico. Per esempio, si può ritagliare un'immagine per focalizzare l'attenzione su una certa caratteristica, o cerchiarla o etichettarla. Utilizzando un diverso colore si può fare in modo che certi aspetti siano più facili da vedere. E' anche possibile migliorare l'immagine.

Oltre a ciò, una versione alterata dell'immagine potrebbe illustrare un'idea diversa ma ad essa correlata. Potreste iniziare con un diagramma utile per un teorema di geometria e fare aggiunte per produrre un diagramma rilevante per un altro teorema.

Il permesso di modificare immagini e video è particolarmente importante perché l'alternativa, cioè realizzarle di sana pianta, è spesso molto difficile da fare. Non è così difficile scrivere il proprio testo per spiegare certi fatti dal proprio punto di vista, ma la stessa cosa non si può fare con un'immagine.

Naturalmente, le versioni modificate di immagini e video dovrebbero essere etichettate come modificate, per evitare che venga fatta una falsa attribuzione del loro contenuto, e dovrebbero dare adeguato riconoscimento pubblico all'originale.

Solo software libero nell'enciclopedia.

Gli articoli, e specialmente i corsi, spesso includeranno software —per esempio per visualizzare una simulazione di reazione chimica, o per insegnare la frequenza con cui deve essere mescolato un sugo per evitare che si bruci. Per assicurare che l'enciclopedia sia davvero libera, tutto il software incluso negli articoli e corsi dovrà soddisfare i criteri del software libero e software di codice aperto.

Nessun controllo centralizzato.

Spesso si suggerisce che il “controllo di qualità” sia essenziale per un'enciclopedia e ci si chiede che tipo di “commissione di governo” deciderà quali articoli accettare come parte dell'enciclopedia libera. La risposta è “nessuno”. Non possiamo permetterci che qualcuno eserciti questo controllo.

Se l'enciclopedia libera sarà un successo, diventerà così onnipresente ed importante che non oseremo permettere a nessuna organizzazione di decidere sul suo contenuto. Questa organizzazione avrebbe troppo potere; si cercherebbe di politicizzarla o di corromperla, e potrebbe facilmente accadere.

L'unica soluzione a questo problema è non avere una simile organizzazione, e rifiutare l'idea di un controllo di qualità centralizzato. Invece, dovremmo lasciar decidere a tutti. Se una pagina web parla di un argomento adeguato, e soddisfa i criteri per un articolo, allora possiamo considerarla un articolo. Se una pagina soddisfa i criteri per un corso, allora possiamo considerarla un corso.

Ma cosa succede quando alcune pagine sono sbagliate o perfino ingannevoli? Non possiamo presupporre che non possa succedere. Ma la soluzione sarà che altri articoli evidenzino l'errore. Invece di avere un “controllo di qualità” da parte di una organizzazione privilegiata, avremo una revisione da parte di diversi gruppi, che guadagneranno rispetto dalle loro politiche ed azioni. In un mondo che non è infallibile, questo è il meglio che possiamo fare.

Incoraggiare la revisione e l'approvazione paritaria.

Non ci sarà alcuna singola organizzazione responsabile del contenuto dell'enciclopedia o delle risorse di apprendimento, nessuno che possa creare una lobby per escludere il “creazionismo scientifico” o la negazione dell'olocausto (o, allo stesso modo, per escludere l'evoluzione o la storia dei campi di sterminio nazisti). Laddove ci sia una controversia, saranno rappresentati molteplici punti di vista. Perciò sarà utile che i lettori siano in grado di vedere chi approva o chi abbia revisionato una data versione dell'articolo sull'argomento.

In campi come la scienza, l'ingegneria e la storia, ci sono standard formali di consulenza editoriale. Dovremmo incoraggiare gli autori di articoli e corsi a ricercare la consulenza tra pari, sia attraverso meccanismi accademici formali già esistenti, sia attraverso il meccanismo informale di chiedere a nomi autorevoli del settore il permesso di citare la loro dichiarazione di approvazione nell'articolo o corso.

Una dichiarazione di approvazione tra pari si applica ad una sola versione di un'opera, non alle versioni modificate. Perciò, quando un corso la riporta, dovrebbe richiedere a chiunque pubblichi una versione modificata del corso di rimuoverla. (L'autore della versione modificata dovrebbe essere libero di cercare nuove dichiarazioni di approvazioni per quella versione.)

Nessun catalogo, per ora.

Quando un'enciclopedia contiene molti articoli, i cataloghi sono molto importanti. Ma non dovremmo cercare di affrontare ora il problema della catalogazione perché è prematuro. Ciò di cui abbiamo bisogno quest'anno e per i prossimi anni è scrivere articoli. Una volta che li avremo, una volta che avremo molti volontari che producono un grande numero di articoli, allora sarà il momento di catalogarli. In quel momento un numero sufficiente di persone sarà interessato all'enciclopedia e fornirà la forza lavoro.

Dal momento che nessuna organizzazione sarà responsabile dell'enciclopedia, non ci potrà essere un unico catalogo autorevole. Invece, chiunque sarà libero di fare un catalogo, proprio come chiunque sarà libero di fare consulenza tra pari. I catalogatori acquisteranno rispetto in base alle decisioni che prenderanno.

Le pagine dell'enciclopedia saranno sicuramente elencate nei normali siti di ricerca e forse quelli saranno gli unici cataloghi necessari. Ma veri e propri cataloghi dovrebbero permetterne la ridistribuzione, traduzione e modifica, cioè i criteri per i corsi dovrebbero applicarsi anche ai cataloghi.

Ciò che può essere utile fare fin dall'inizio è avvisare un determinato sito della disponibilità di nuovi articoli per l'enciclopedia, e permettere che si registrino come materiale grezzo per veri e propri cataloghi, non appena qualcuno inizierà a scriverli. Per iniziare, utilizzeremo a questo scopo http://www.gnu.org/encyclopedia.

Inserire collegamenti ad altre pagine.

L'ultima e più importante regola per le pagine dell'enciclopedia è la norma esclusoria:

Se una pagina sul web copre argomenti che dovrebbero essere nell'enciclopedia o nella biblioteca del corso, ma la cui licenza è troppo ristretta per qualificarli, non dobbiamo creare dei collegamenti che, dagli articoli dell'enciclopedia o dai corsi, portino a quella pagina.

Questa norma assicurerà il rispetto delle regole che ci siamo dati, nello stesso modo in cui la norma esclusoria per certi tipi di prove si suppone faccia in modo che la polizia rispetti le proprie regole: non permettendoci, cioè, di trattare il lavoro che non soddisfa i criteri come se li soddisfacesse.

L'idea del World Wide Web è che diverse pagine separate sono legate tra di loro da collegamenti, in modo da formare un'entità più ampia. Perciò, quando articoli o corsi dell'enciclopedia si collegheranno ad una determinata pagina, quei collegamenti effettivamente renderanno quella pagina parte dell'enciclopedia. Affermare il contrario sarebbe ingannare se stessi. Se dobbiamo prendere seriamente i criteri precedentemente stabiliti o qualsiasi altro criterio, dobbiamo basare su di essi le nostre azioni, non incorporando una pagina nella nostra rete di pagine se non soddisfa i criteri.

Nel caso in cui un argomento dovesse essere trattato nell'enciclopedia o in un corso, ma non lo è, dobbiamo assicurarci di non dimenticare che c'è una lacuna. La norma esclusoria ce lo ricorderà. Tutte le volte che pensiamo di fare un collegamento alla pagina che non può essere accettata e ci fermiamo a causa della norma esclusoria, questo ci ricorderà che qualcuno dovrà scrivere un'altra pagina sullo stesso argomento, una che sia abbastanza libera da permettere la sua inclusione nell'enciclopedia. Alla fine, uno di noi la scriverà.

D'altro lato, molte pagine web coprono materiali che non sarebbero normalmente inclusi in un'enciclopedia —per esempio relazioni accademiche, dettagliati database statistici, fiction e arte, vaste bibliografie e cataloghi di prodotti. Pagine di questo genere, indipendentemente dal fatto che siano abbastanza libere da poter essere incluse nell'enciclopedia, non rientrano nei suoi scopi. Non rappresentano lacune dell'enciclopedia. Perciò non c'è bisogno di applicare i criteri relativi all'enciclopedia nell'inserire collegamenti a tali pagine.

Produrre una enciclopedia completa che soddisfi i principi di libertà qui affermati richiederà molto tempo, ma alla fine sarà realizzata, a condizione che ci ricordiamo l'obiettivo. Il pericolo più grande è perdere di vista l'obiettivo e di accontentarsi di qualcosa di meno. La norma esclusoria assicurerà che si prosegua fino alla fine.

Sostenere la libertà di contribuire.

Dal momento che l'educazione si sposta on line e viene sempre più commercializzata, gli insegnanti corrono il pericolo di perdere perfino il diritto di rendere il loro lavoro liberamente disponibile al pubblico. Alcune università hanno cercato di pretendere la proprietà di materiali on line prodotti dagli insegnanti, per trasformarli in “courseware” con limitazione d'uso. Nel frattempo, altre università hanno dato in appalto i loro servizi on line a determinate aziende, alcune delle quali pretendono di possedere tutti i materiali postati sui siti web delle università.

Starà ai docenti universitari contrastare questa tendenza. Ma c'è più di un modo per farlo. La base più ovvia per obiettarvi è dire “Questo lavoro è mio, e io, non l'università, ho il diritto di venderlo ad una società se lo voglio”. Ma questo pone la facoltà sullo stesso egoistico livello morale dell'università, cosicché nessuna delle due parti ha un vantaggio morale nella discussione.

Se, dall'altro lato, i docenti dicono “voglio poter rendere il mio lavoro pienamente disponibile al pubblico senza alcuna restrizione” la posizione morale è di maggior rispetto, a cui un'università può opporsi solo mettendosi contro il pubblico, contro l'apprendimento e contro la cultura.

Resistere alla vendita dell'università non sarà facile. Sarà meglio che i professori facciano uso di tutti i vantaggi che possano trovare, specialmente quelli morali.

Due altri punti che aiutano sono (1) che alcune università prestigiose probabilmente fagociteranno la maggior parte del business commerciale, così altre università si illuderanno pensando di poter davvero ottenere molta parte dei fondi mettendosi in vendita, e (2) che il business probabilmente terrà perfino le università d'élite fuori dagli aspetti più lucrativi del settore.

Diffondere la notizia.

Quando postate un potenziale articolo per l'enciclopedia o un corso, potete rimandare a questo progetto se volete, per aiutare a diffondere l'informazione ed ispirare altri a fornire aiuto.

Lavori in corso

Ecco un piccolo (e probabilmente incompleto) elenco de enciclopedie libere :

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